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CORONAVIRUS GIORNO DOPO GIORNO
Cronologia della pandemia.
TERZA PAGINA
Uno sguardo vagante
CORONAVIRUS giorno dopo giorno
(nome del virus all’inizio nCov-2019, ora Sars-CoV-2, la malattia COVID-19)

Novembre/Dicembre 2019
17-11
primo caso di un nuovo virus non conosciuto in Cina nella
provincia dello Hubei, la notizia è stata resa nota dal governo cinese il 13 gennaio 2020
(definizione di epidemia).
12-12 viene individuato un nuovo focolaio virale a Wuhan, capitale della provincia cinese di Hubei, la TV cinese diffonde la notizia il 12 gennaio
31-12 la Cina informa l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, WHO) che ci sono casi di polmonite simili nella città di Wuhan
Gennaio 2020
01-01
chiusura del mercato di Wuhan
17-01 il “Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie” (ECDC) alza il livello a “moderato”
21-01 primo caso negli USA
26-01 OMS alza i livelli di pericolosità, in Cina da alto a “molto alto” e nel resto del mondo da moderato a “alto”
26-01 elezioni regionali in Emilia Romagna
30-01 accertati per la prima volta 2 casi in Italia, sono 2 turisti cinesi
31-01 il Governo italiano dichiara lo stato di emergenza
Febbraio 2020
06-02 muore il medico cinese, Li Wenlian, che per primo riconobbe la pericolosità del virus
11-02 secondo l’OMS il primo vaccino potrebbe essere pronto entro 18 mesi (agosto 2021)
12-02 l’International Commitee on Taxonomy of Viruses decide di chiamare la malattia COVID-19 (Corona Virus Disease-2019)
13-02 prima riunione del Ministri della Salute della UE su richiesta italiana
15-02 primo decesso in Francia, è un turista cinese di 80 anni, primo fuori Asia
19-02 primi casi in Iran nella città di Qom
21-02 focolaio a Castiglione d’Adda, 7 KM da Codogno, (Lodi) con sospensione di tutte le attività lavorative e divieto ai treni di fermata. Primo decesso a Vo’ (Padova)
23-02 in Italia si raggiungono i 100 casi confermati. Prima chiusura di tutti i luoghi della cultura, sospensione dei Carnevali ad es. Ivrea e Venezia.
24-02 forti aumenti di contagiati in Corea del Sud e Iran
26-02 sequestrate oltre 31 milioni di mascherine chirurgiche contraffatte dalle autorità cinesi.
Marzo 2020
03-03 Perché l'Oms non dichiara la pandemia per il nuovo coronavirus
04-03 il Governo italiano decreta la completa chiusura di scuole e Università fino al 15 marzo
08-03
domenica 8 marzo Lombardia e altre 14 Province sono dichiarate “zona rossa”
08-03 la Regione Lombardia individua le RSA quali supporto agli Ospedali per alleggerirne la pressione
10-03 l’intero territorio nazionale diventa “zona rossa”, si può uscire solo per compravate necessità utilizzando il primo modulo di autocertificazione, sono chiusi musei e biblioteche, ma anche bar e ristoranti, quasi tutti i luoghi di lavoro
11-03 l’OMS ha dichiarato lo stato di pandemia per il coronavirus, ma afferma che può ancora essere controllata articolo di wired.it/scienza/medicina
11-03 Prorogate le chiusure fino al 25 marzo
13-03 Boris Johnson, primo ministro inglese propone l’immunità di gregge
14-03 siglato accordo governo-sindacati-imprese per la tutela della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro, è la base per riavviare la produzione, la FASE 2
16-03 decretata la chiusura di molte attività anche in Gran Bretagna
17-03 Emanato il decreto “Cura Italia” che prevede interventi economici a favore di professionisti, artigiani, aziende, ecc. Secondo modulo di autocertificazione
18-03 Il presidente Americano Donald Trump propone un intervento complessivo di 2.200 miliardi di $ per superare la crisi economica
19-03
l’Europa si prepara ad un intervento di 1.500 miliardi di € a sostegno dell’economia
20-03 La Giunta Regionale del Piemonte approva una delibera per trasferire i convalescenti nelle
RSA
23-03 In un articolo il Corriere della Sera parla di decine e decine di infettati da coronavirus nei vari reparti del Pio Albergo Trivulzio. Terzo modulo di autocertificazione
24-03 viene prorogata la chiusura totale fino al 3 aprile
26-03 La Germania sta discutendo l’ammontare complessivo da mettere a disposizione di aziende e cittadini per il superamento della crisi generata dall’emergenza Coronavirus, si parla di 550 miliardi di €. Quarto modulo di autocertificazione
28-03 per garantire l’accesso al sistema sanitario e ai servizi pubblici il Portogallo ha deciso di regolarizzare immigrati e richiedenti asilo fino ad almeno il 1° luglio
Aprile 2020
01-04 nel primo giorno per accedere ai Bonus previsti dal decreto “Cura Italia” si blocca per ore il sito INPS
03-04 prorogata la chiusura totale, tranne attività essenziali fino al 13 aprile
05-04 Boris Johnson ricoverato in ospedale per il coronavirus, uscirà, dopo una fase di terapia intensiva, il 12 aprile
07-04 mancano lavoratori stagionali in agricoltura: in Italia, Francia, Spagna e Germania. Bellanova: regolarizzare significa anche tagliare l’erba sotto i piedi alle mafie
08-04 anche in Piemonte emerge l’aumento consistente di decessi nelle RSA, la mancata distribuzione delle protezioni al personale e la necessità di fare i tamponi a personale e ospiti
12-04
Pasqua (dati ufficiali senza senso)
13-04 lunedì di Pasquetta: tutti, o quasi, a casa; diciamo la stragrande maggioranza
13-04 prorogate le chiusure fino al 4 maggio, da questa data partirà la Fase 2
13-04 discorso televisivo di Macron che annuncia la riapertura delle scuole e la graduale ripresa produttiva a partire dal 11 maggio
14-04 in Spagna riparte gradualmente l’attività produttiva
15-04 La Guardia di Finanza perquisisce, dopo la sede del Trivulzio avvenuta ieri, le sedi della Regione Lombardia in merito ai decessi avvenuti nelle RSA
15-04 Il presidente statunitense Donald Trump ha detto che sospenderà i fondi che gli Stati Uniti versano all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ma anche che firmerà personalmente gli assegni di aiuto approvati dalla Camera
15-04-1945 liberazione di Buchenwald e Dachau
75 anni fa gli alleati liberarono i campi di concentramento di Buchenwald, Dachau e Bergen-Belsen, e l'Occidente ne vide per la prima volta foto e video, nel 1944 i Russi avevano liberato i campi di sterminio (ebrei e rom) nella Polonia occupata di Treblinka, Auschwitz-Birkenau
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Ho provato a guardare i messaggi che mi sono arrivati su Whatsapp nell’ultimo mese e mi sono dedicato soprattutto a quanto circolava con maggior frequenza sul coronavirus, ricostruendo così una sorta di censimento dell’umore dei miei interlocutori.
È stato come un viaggio nel tempo condotto a velocità supersonica. Provateci, è un esercizio formidabile. Siamo troppo abituati a vivere in una contemporaneità cortissima: i fatti di una settimana fa sono quasi un ricordo. Per carità, non li dimentichiamo, semplicemente cancelliamo immediatamente come eravamo, che cosa pensavamo, con quali occhi vedevamo le cose.
Questo è un mondo in cui la dimenticanza è un valore: i guru dell’informatica non ci spiegano forse che il modo migliore per imparare come funziona il nostro nuovo telefonino è di dimenticare come funzionava quello vecchio? Ho paura che succeda anche per i fatti della vita, quando le circostanze ci stressano troppo.
Dapprima circolava la fotografia della serranda abbassata con la scritta: «Non si affitta ai settentrionali», qualcuno sogghignava facendoti vedere l’immagine della Lombardia in rosso con la scritta: «Aiutiamoli a casa loro!». Chi avesse il coraggio di farla circolare oggi sarebbe considerato disumano! Tranquilli, lo era anche allora, ma tutto era coperto dall’indulgenza e da qualche inconfessabile rivalsa.
La stessa feroce distanza che ha caratterizzato i nostri vicini europei per circa nove giorni. «Ah, les Italiens!», gli untori, quelli della pizza sputazzata. Quelli ai quali si possono ostentare le grandi libertà di piazza, la festa dei Puffi, la movida, l’allegra socialità germanica…
Tutto questo mentre le nostre vignette lasciavano il posto alle delibere, agli appelli ai vari #Celafaremo, o #iorestoacasa», alle prime canzoni sui balconi.
Eravamo pronti per il nuovo stadio del virus, spaventati e speranzosi insieme, e hanno cominciato a circolare i video dei trasgressori, le maledizioni contro gli irresponsabili, le denunce dei fuggiaschi del nord, i video impietosi della stazione di Milano presa d’assalto.
Tutto questo mi racconta Whatsapp e il tempo un po’ si contrae fino ad un punto e un po’ si dilata fino a comprendere l’intera storia umana.
Una storia ferina, essenziale, tagliente.
Fino al giorno in cui compaiono su Whatsapp gli esorcismi, gli scongiuri, i Tedeschi che cantano Bella Ciao per noi, l’appello degli scampati, le testimonianze dei medici, i consigli per risparmiare i più deboli e i più fragili.
Una storia diffusa, fragile, splendida nella sua umanità.
Le prossime vignette saranno forse come un’erba tenace abbarbicata allo scoglio.

“Alle fronde dei salici per voto, anche le nostre cetre erano appese. Oscillavano lievi al triste vento”, nella citazione che fa Quasimodo del salmo 136 della Bibbia, non c’è più posto per la speranza, c’è solo un’infinita stanchezza che impedisce al poeta di cantare. Angoscia, non paura, è il sentimento sbigottito che proviamo di fronte a un male sconosciuto. “Come si può combattere contro una nuvola?”: questo ci resta dentro, privati come noi siamo anche della consolazione, del commiato, tenuti lontano dal dolore. Lontano, ancora una volta, come le fosse comuni di New York, o la scomparsa di chi ci ha insegnato il sogno e ci ha spiegato l’amore con parole così semplici e dolci che sembrava ci avesse letto nell’anima e ora se ne va, come Luis Sepulveda, rinchiuso in un mondo virtuale che già macina l’evento successivo.
Tutto dovrà cambiare. Questo oggi è il mantra della nuova Repubblica di Platone, della nuova iatrocrazia che disegna l’uomo nuovo, l’uomo dell’età dei virus. Ma che uomo nuovo sarà? Basteranno le promesse che molti ci fanno di liberarci dal peccato di essere stati noi il cancro del mondo, per consolarci del cambiamento? Basterà a ristorarci l’animo la promessa del vaccino che sistemerà le cose e chiuderà la parentesi? Ci terrà lontano dal Quarto Cavaliere dell’Apocalisse cui sarà “data potestà sopra la quarta parte della terra di uccidere con la spada, con la fame, con la mortalità e con le fiere della terra”?
Cambierà tutto, continuano a ripeterci, in una pedagogia che non capisci bene se sia consolatoria oppure ambigua, progressista o penitenziale, astuta o innocente. È questa l’angoscia, compagni. Ci mancano i poeti.
Cambierà tutto. Ma noi non dobbiamo cambiare. Non vogliamo cambiare! Non ci è consentito. Abbiamo ancora tanta strada da fare, con le nostre fragilità e la nostra storia. Non dobbiamo cambiare, non significa ignorare la necessità di una fase eccezionale, significa che la politica, l’economia, il pensiero devono continuare a garantirci le cose che non devono cambiare, perché se cambiano muore l’uomo. Costi quel che costi, qualsiasi rivoluzione morale ed economica questo voglia dire.
Se qualcuno pensa che possiamo adattarci a vedere i nostri bambini andare a scuola a mazzetti, distanziati a cinque a cinque, senza che ci chiediamo se questo è un uomo, si sbaglia.
Se qualcuno pensa che domani dimenticheremo le gelosie amministrative e gli egoismi neoliberisti che ci hanno chiusi a morire nelle RSA, come spietati obitori in lista d’attesa, si sbaglia. Se qualcuno pensa che non guardiamo con passione e con preoccupazione ai nostri ragazzi, rinchiusi in casa per tempo indefinito, con l’amore imprigionato e addomesticato dalla polizia, si sbaglia. Se qualcuno pensa che il lavoro possa essere un diritto affievolito, ha fatto male i suoi conti. Se qualcuno pensa che ci lasceremo sottrarre pretestuosamente anche il più piccolo pezzetto di democrazia, si sbaglia. Se qualcuno pensa che ci potremo dimenticare dell’abbraccio di un nonno, si sbaglia. Se qualcuno spera che ci dimentichiamo dei migranti, di quelli che muoiono per strada, di quelli che non hanno voce, smetta di illudersi.
Abbiamo ancora tanto da fare. Vogliamo cambiare l’iniquità che ha generato il virus.
Ilaria Capua: Salute circolare. Una rivoluzione necessaria
Egea Editore, uscita 20 giugno 2019, 118 pagine
Cartaceo 15,00 €, eBook 9,99 € (sia Kindle che ePUB)
David Quammen: Spillover
Adelphi, 2014 riedito marzo 2020, 608 pagine
Cartaceo 14,00 €, eBook 6,99 € (sia Kindle che ePUB)
recensioni: intervista a Quammen di wired.it
intervista a Quammen de ilmanifesto.it
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