Oggi è Fridì 28 August 2026, ore 6:52:0

LIBERTÀ VO CERCANDO.

E la gente rimase a casa
e lesse libri e ascoltò
e si riposò e fece esercizi
e fece arte e giocò
e imparò nuovi modi di essere
e si fermò
e ascoltò più in profondità
qualcuno meditava
qualcuno pregava
qualcuno ballava
qualcuno incontrò la propria ombra
e la gente cominciò a pensare in modo differente
e la gente guarì.
E nell'assenza di gente che viveva
in modi ignoranti
pericolosi
senza senso e senza cuore,
anche la terra cominciò a guarire
e quando il pericolo finì
e la gente si ritrovò
si addolorarono per i morti
e fecero nuove scelte
e sognarono nuove visioni
e crearono nuovi modi di vivere
e guarirono completamente la terra
così come erano guariti loro.

POESIA: "Guarire” di Kathleen O’Meara (1839 – 1888)
(versi che sembrano essere stati scritti per il momento che stiamo vivendo)

 

Cari amici, care amiche, ormai è chiaro che ci attende un lungo percorso. Un percorso che vorremmo fare insieme a voi, suscitando una discussione, riallacciando rapporti e, perché no?, anche suggerendovi alcuni strumenti e alcune riflessioni. Dal sito "ilPost.it" prendiamo e volentieri giriamo queste riflessioni.

Man mano che un numero sempre più alto di paesi adotta misure di quarantena per affrontare la pandemia da coronavirus, cresce il numero di persone che si trovano a fare i conti con gli effetti secondari e indiretti di questo regime di autosegregazione. Medici ed esperti avvertono che per gli individui particolarmente fragili questi rischi possono essere persino superiori a quelli causati dal contagio.

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Gli effetti psicologici che può avere l’isolamento e la mancanza di contatti sociali sono molto noti: rabbia, stress, ansia, depressione. Più a lungo dura l’isolamento e più dure sono le sue condizioni.

– Leggi anche: Come restare mentalmente sani durante la quarantena

È una situazione, quella in cui ci troviamo, apparentemente paradossale. «In un momento in cui il distanziamento sociale è necessario per fermare il diffondersi del coronavirus», ha scritto sul New York Times Abdullah Shihipar, ricercatore di salute pubblica alla Brown University, «questa stessa misura può contribuire a peggiorare la salute sul lungo periodo».

L’inattività forzata è particolarmente pericolosa per le persone affette da patologie precedenti, ma può essere un problema anche per persone fisicamente sane. Alle persone abituate a fare esercizio bastano un paio di settimane di inattività per iniziare a mostrare effetti negativi, sia fisici che psicologici.

In Italia diversi esponenti del governo hanno detto che sono state le autorità mediche a suggerire di consentire la possibilità di fare attività fisica all’aperto all’interno del decreto che stabilisce la quarantena, in quanto l’esercizio è molto importante per combattere altre patologie. Sotto la pressione di una parte dell’opinione pubblica questa apertura è però destinata a subire una fortissima limitazione nei prossimi giorni. Non poche persone ne saranno fisicamente danneggiate (in quel caso diventerà importante avere una routine di esercizi da fare all’interno delle proprie abitazioni).

Secondo Shihipar, la mancanza di esercizio, non soltanto aumenta il rischio di depressione, ma ha anche conseguenze fisiche dirette e tangibili, come l’aumento delle complicazioni cardiache, dell’alta pressione ecc. 

Messe di fronte a un isolamento forzato, le persone cercano naturalmente di mantenere in funzione le loro reti di supporto sociale, noi vogliano provare a costruirne una tutti insieme. 

Le persone hanno iniziato a organizzare attività in videochat: concerti, cene, lezioni di ginnastica e molto altro. Parlare al telefono con amici e parenti è consigliato da tutti gli esperti ed è ritenuto uno dei mezzi più efficaci per contrastare gli effetti dell’isolamento. Noi vogliamo cominciare con un webzine che costituisca uno spazio di espressione, di svago e di apprendimento.

– Leggi anche: Le migliori app per fare videochat

Ma non a tutte le difficoltà causate dalla quarantena si può sfuggire con la creatività e la solidarietà all’interno di una comunità. Uno dei problemi principali della convivenza forzata imposta dalla quarantena è che rende molto più complicate le situazioni dove la convivenza è già difficile. Famiglie problematiche, in cui ci sono componenti violenti o con problemi di dipendenze, si trovano a soffrire particolarmente la quarantena, così come le persone che vivono in alloggi non adeguati o troppo affollati.

Oltre ai bambini, le più esposte a questa situazione sono le donne: in molti prevedono un aumento delle violenze domestiche a causa della quarantena. In America circolano già racconti coerenti con questo scenario.

– Leggi anche: Il coronavirus e la violenza domestica

In Italia chi si trova vittima di violenza domestica o pensa di essere a rischio può utilizzare il numero antiviolenza e stalking 1522, che è attivo anche in questi giorni 24 ore su 24 ed è gratuito. Dal sito del movimento femminista “Non una di meno” è inoltre possibile chattare direttamente con un’operatrice. La rete dei centri antiviolenza sta poi segnalando le possibilità rimaste attive sul territorio italiano, e in alcuni spazi femministi sono stati aperti canali diretti via chat, perché chiuse in casa non sempre sarà possibile telefonare.