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Ci siamo addormentati in un mondo, e ci siamo svegliati in un altro.
Improvvisamente Disney è fuori dalla magia, Parigi non è più romantica, New York non si alza più in piedi,  il muro cinese non è più una fortezza, e la Mecca è vuota.

Abbracci e baci diventano improvvisamente armi, e non visitare genitori e amici diventa un atto d'amore. Improvvisamente ti rendi conto che il potere, la bellezza e il denaro non hanno valore e non riescono a prenderti l'ossigeno per cui stai combattendo.

Il mondo continua la sua vita ed è bellissimo. Mette solo gli esseri umani in gabbie. Penso che ci stia inviando un messaggio: "Non siete necessari. L’aria, la terra, l'acqua e il cielo senza di voi stanno bene. Quando tornate, ricordate che siete miei ospiti.
Non i miei padroni”.

Riflessione di autore anonimo. Condivisa migliaia di volte su Facebook e WhatsApp.

 

se ne vannoSe ne va in fila indiana tutto il meglio di questo Paese, tutta la storia del ‘900, tutta l’operosità del dopoguerra, ci lasciano quelli del boom economico, della Lambretta e della Lettera 32. Ci lasciano quelli dell’Italia industriale, quelli con la valigia verso il lavoro, della campagna verso la città, quelli che hanno cambiato questo paese in meglio. Quelli della scuola democratica, della famiglia democratica, del comunismo e del consumismo democratico. Se ne vanno quelli dei Dik Dik, dei fotoromanzi e di Amarcord. Se ne vanno quelli delle utopie, degli anni di piombo, dell’emancipazione e del riformismo. Se ne vanno le mani di chi sapeva fare. E vanno via così, senza salutare tutto quello che hanno lasciato, prima di salire d’urgenza su un ambulanza, senza dire nulla, senza un finale che abbia un senso, come in una sala di cinema fumosa, quando si rompeva la pellicola. Mentre tutti corrono, loro se ne vanno portando con se un mondo di saggezza, consapevolezza, calma e libertà.
E io stanotte, in turno, mentre tutti dormono, in questo nero silenzio che puzza terribilmente di Amuchina, guardo il cancello chiuso e provo a pensare che domani tutto andrà bene.

Scritto il 20 marzo scorso su Facebook da Giulia Ceci, infermiera che lavora in una struttura sanitaria di Colorno.

 

Campania - Lombardia 2 a 0
ll mio orgoglio nordista sta subendo duri colpi. Non abbiamo mai creduto alla narrazione trionfalistica della Milano-place-to-be, unica metropoli europea in una Italia disfatta: conosciamo i campioni della città, da Roberto Formigoni a Silvio Berlusconi, da Matteo Salvini a Giuseppe Sala. Ma certo non abbiamo mai negato che a Milano si vive bene, che i trasporti funzionano, che la sanità è un’eccellenza, che gli aperitivi sono buoni.

Poi è arrivata la pandemia e ci viene voglia di fare la ola a Vincenzo De Luca, il governatore-sceriffo di Salerno e della Campania intera, altro che o mia bela Madunina. Qui a Milano gli ultimi aperitivi sono stati quelli di Sala con Cattelan e Zingaretti, instagrammati #milanononsiferma, hashtag subito contraddetto da #iorestoacasa.

Quanto alla sanità d’eccellenza, stiamo assistendo alla più colossale disfatta italiana dopo Caporetto, al più bruciante disastro dopo il terremoto di Messina. Diecimila morti in Lombardia; il cluster infettivo di Alzano Lombardo lasciato aperto; gli ospedali trasformati in luoghi per infettare i pazienti, i parenti, i medici e il personale sanitario; le case di riposo diventate luoghi per morire come mosche; i positivi al virus trasferiti dagli ospedali sovraccarichi alle residenze per anziani (come mandare i vampiri a rieducarsi nelle sedi dell’Avis); il personale sanitario abbandonato senza protezioni; i piani antipandemici inesistenti; il tracciamento dei contagi neppure tentato; i medici di famiglia lasciati senza strumenti e senza indicazioni; le mascherine (rese obbligatorie) promesse ma non consegnate; i ventilatori polmonari mancanti; i tamponi più rari del fluido magico di Harry Potter. Tutto questo in un sistema in cui alla sanità pubblica sono stati sottratti negli anni milioni di euro, con un dimezzamento dei posti letto.

I Badoglio della situazione – Attilio Fontana e Giulio Gallera – invece di chiedere scusa e tentare di raddrizzare la barra, stanno in diretta tv a pavoneggiarsi per un ospedale in Fiera che ha promesso 600 posti e ha accolto finora tre (3) pazienti.
Invece d’intervenire per tempo a monte, Fontana e i suoi prodi hanno sbandierato come risolutivo un prodigioso intervento a valle, con il progetto (comunque non realizzato) di fermare la palla di neve quando è ormai diventata valanga. E Gallera accarezza perfino il sogno di candidarsi sindaco di Milano, al prossimo giro, per fare concorrenza agli aperitivi sui Navigli di Sala.

E allora viva De Luca. Invece di dedicarsi alle fritture di pesce, questa volta ha fatto quello che Fontana e Gallera e Sala non hanno saputo fare. Certo, è pittoresco. Ma ha fatto restare a casa i cittadini che amministra, invece di postare foto di aperitivi al Gambrinus o di passeggiate al Crescent. Ha fatto chiudere in zona rossa, con tre successive ordinanze, Ariano Irpino, quattro Comuni del Vallo di Diano e Lauro (mentre Fontana stava per giorni a rimpallarsi con il governo la responsabilità di scontentare Confindustria di Bergamo per chiudere il cluster infettivo più devastante d’Italia, quello di Alzano Lombardo).

Certo, i numeri dell’attacco virale in Lombardia sono imparagonabili a quelli della Campania. Ma resta il fatto che, questa volta, il Pittoresco ha fatto le cose giuste, l’Eccellente non ne ha imbroccata una. E mentre molti ospedali lombardi diventavano focolai d’infezione, il Cotugno di Napoli – ci ha raccontato Sky News Uk – si è organizzato in modo da non infettare neppure uno dei suoi medici, con l’utilizzo di tute e maschere da fantascienza, e ha cominciato a sperimentare contro il Covid-19 (pare con successo) l’uso di un farmaco contro l’artrite.
Questa volta, Campania batte Lombardia 2 a 0.
FQ (Fatto Quotidiano) 9 aprile
Gianni Barbacetto

 

 
 

Racconto di Elettra Bizzari

ELSA - la donna incinta (parlando tra sé, molto irritata) -

N. B. (alla terza riga correggere "Ho evitato" con "Ho appena imboccato" - Alla ottava riga "tuta nuova" togliere "nuova") - CONTINUA... Oggi alle 17 dovrei avere un colloquio con il professore di matematica di Kevin e alle 17,30 con l'insegnante di inglese. Poi di corsa al supermercato... I ragazzi mi hanno chiesto il budino al cioccolato... E quelli stanno ancora lì a strombazzare con i clacson... Su, su sbrigarsi...! Togliersi di mezzoooooo !!! Ma... Aiuto...Che sta succedendo? Un'invasione di alieni ROOOSA ?!? 
(Fine primo racconto).

MANUEL - il bambino figlio di Elsa (fantasticando) –

Fiiigo! Che bel concerto di clacson! Sembra di stare nel laboratorio di musica, quando la maestra esce per andare in bagno e noi ci scateniamo con gli strumenti... Un casino pazzesco! Poi lei rientra e dice: «Bambini, almeno provate a creare qualche ritmo, un'armonia...» Seee, un'armonia! Se potessi gli spaccherei in testa il tamburello, a quell'antipatico prepotente che mi urla sempre nelle orecchie... Dopo però iniziamo a suonare con la maestra e allora mi sento bene. Ma adesso basta, andiamocene da 'sto cavolo di tangenziale... Mi sono scocciato, quanto rumoreee! Mamma, cosa sono quelle robe rosa laggiù?!? Come si muovono veloci! Mamma...Mammaaa... Mammaaaaa !!! 

(Fine secondo racconto).


KEVIN - il ragazzo che si mangia le unghie, figlio maggiore di Elsa (parlando al cellulare) –

Che succede,raga?!? Qui non si va avanti. Sono bloccato in macchina con mia madre e con quello sfigato di mio fratello. Siamo qui da una vita. Boh ?!? Raga, volete vedere che oggi riesco a sfangarmi i colloqui con i prof?  Tanto lo so già... Quello zombie di matematica se ne esce sempre con la storia del caos che vede nella mia scrittura, dice che i numeri sono illeggibili. Eh, vabbè... Un paio di occhiali non ti bastano?   La tipa d'inglese, poi... Cheppalle!!! Sempre con 'sta paranoia ... la pronuncia che non le va bene, io che non ascolto i dialoghi dei video e invece rido, così non imparo la pronuncia! Raga, avete sentito cosa dice quando mi interroga? «Smettila di mangiarti le unghie mentre parli! Così non riesci a pronunciare le parole come si deve...». Raga, help me! L'ho pronunciato bene? Adesso con tutto 'sto strombazzamento sto sclerando...Vedo delle robe tipo macchie rosa piccole piccole...Si spostano... Miiiii, raga ! Si ingrandiscono... Si stanno avvicinando!!!

(Fine della terza storia).

 

 
 

Per la scampagnata del lunedì di Pasquetta, nel paese dove sono nata, Aragona, pochi km da Agrigento, era ed è tradizione preparare  "u taganu". È una bomba calorica ma è buonissimo e si conserva per più gironi. Da quando vivo in Piemonte, (1971) ogni anno lo preparo (anche in momenti difficili) e orgogliosamente lo faccio assaggiare a parenti e amici. Riscuote notevole successo!
u taganuQuesti gli ingredienti:
1kg di pasta tipo tortiglione ma grossi possibilmente come i paccheri (non facili da trovare)
36 uova
750 GR. di toma possibilmente saporita
750 GR di pecorino stagionato con pepe (da grattugiare)
100 GR di prezzemolo (solo foglie)
Un po' di cannella

Preparazione:
Tagliare a fettine sottili la toma. Grattugiare il pecorino. ritare il prezzemolo. Sbattere le uova in un contenitore molto capiente, incorporare la toma a fettine, il pecorino e una manciata di cannella. Cuocere la pasta, molto al dente,  incorporararla  nelle uova e formaggio. Mettere il composto in vari tegami di coccio dal bordo alto (con la cottura il volume aumenta) dopo aver unto la parete con burro o olio.
Far cuocere in forno 200° per 30/40 minuti, il composto deve essere solidificato e asciutto (fare la prova con uno spiedino) la superficie deve essere ben dorata.
Buon appetito.
Da non fare analisi del livello del colesterolo nei giorni successivi!!

Comunque Buona Pasqua,
NE USCIREMO, ANDRÀ TUTTO BENE.
AURORA